turismo e territorio

AI LUOGHI E AI PAESAGGI: DIRITTO DI PAROLA!

“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?” Funchal, Isola di Madeira, Portogallo. Foto di Laura Casati.

In questa sezione trovi tre format ideati da Memoreto per trasformare paesaggi, territori, mestieri e luoghi d’arte in narrazioni emozionali e partecipate. Scegli il percorso che preferisci e lascia che le storie diventino occasione di scoperta.


Format 01/ SALUTI DA…

Un laboratorio interattivo di storytelling territoriale che unisce esplorazione del paesaggio, fotografia e narrazione.I partecipanti creano cartoline narrative personalizzate con QR Code, guide turistiche a puntate e mappe emotive da collezionare e arricchire con consigli ed esperienze. Ideale per chi vuole valorizzare paesaggi, città, luoghi d’arte, mestieri e storie d’impresa con uno strumento creativo, versatile e coinvolgente.

grazie a Pascal Brokemaier per la fotografia.

Ecco come il format è stato applicato a Trieste: da semplice cartolina pubblicitaria per un concept store a guida narrativa capace di fare rete nel quartiere Cavana.

SALUTI DA TRIESTE

Progetto pubblicitario in duplice formato: cartolina da 10 x 15 centimetri ed etichetta cartonata da 10,5 x 6,5 centimetri. Ideato a fine 2019 per un concept store attivo nel campo della moda, dedito alla selezione di giovani brand emergenti.

Memoreto si è ispirato alla leggenda della Bora, mito fondativo della città di Trieste e vento celebrato in un singolare museo. Ha immaginato che Bora, figlia di Eolo, potesse riprendere per ventiquattro ore le sue sembianze femminili grazie agli abiti di Bardot, poi insieme a lei ha esplorato la città e fotografato gli edifici che hanno memoria del suo passaggio. Ha selezionato le immagini più belle, ha scritto altrettanti racconti, li ha sonorizzati e messi in un QR code stampato sul retro delle cartoline. Il risultato? Una mappa narrativa a puntate e una guida di Trieste a prova di selfie, uno swapping party… saltato perché il Covid ci ha messo lo zampino.

Vuoi scoprire Trieste con Memoreto? Qui puoi trovare immagini e racconti di tre delle nove cartoline.

Saluti da Piazza della Borsa / Ore nove in grigio e rosa

A metà strada tra Piazza Unità d’Italia e Piazza Cavana, per tutto il IXI secolo Piazza della Borsa è stata il salotto buono della città. Dominata dagli edifici del Tergesteo, della Borsa Vecchia e da Palazzo Dreher, segna il punto di contatto tra la città medioevale e la città moderna.

Il racconto che correda la cartolina è ispirato alla leggenda di Bora e Tergesteo, mito fondativo della città di Trieste.

Saluti dal Molo Sartorio / Ore dodici in nero e argento

Il Molo Sartorio fa parte della darsena centrale di Trieste e prende il nome dalla famiglia di commercianti, collezionisti d’arte e mecenati che fu tra le fondatrici di Assicurazioni Generali. Sullo sfondo la sede dello Yacht Club Adriaco che ingloba la cabina della stazione mareografica dell’Istituto di Scienze Marine del CNR. La stazione è la più antica dell’Adriatico e le prime osservazioni risalgono al 1859.

Il racconto che correda la cartolina è ispirato alla canzone “Song to the Siren” scritta da Tim Buckley e pubblicata nell’album Starsailor nel 1970.

Saluti dalla Stazione Rogers / Ore diciassette in rosso e blu

Ex stazione di servizio delle Raffinerie Aquila, è stata progettata dall’architetto Ernesto Natan Rogers tra il 1952 e il 1953. Di proprietà del Comune di Trieste, sorge in Riva Grumula e dopo un lungo periodo d’abbandono, nel 2008 è stata recuperata e reinventata come distributore di cultura.

Il racconto che correda la cartolina si ispira ai disegni dell’architetto Ernesto Natan Rogers tratti dall’archivio BBPR ed è dedicato alla memoria del maestro d’arte Giuseppe Lanzani, collaboratore dello studio BBPR.


FORMAT 02 / EX AREA2O

Con questo format Memoreto trasforma edifici abbandonati in punti di incontro tra memoria e futuro. Raccogliamo storie, competenze e tracce di vita custodite dai luoghi e le restituiamo alla comunità attraverso micro musei interattivi: vecchi distributori che erogano racconti invece di acqua o biglie, per “dissetare l’immaginazione” e generare nuove connessioni sociali.

Gli edifici abbandonati sono stati per lungo tempo luoghi dove la storia economica si è intrecciata con i sogni, le biografie, la vita quotidiana di moltissime persone. Anche se vuoti o ridotti a un cumulo di macerie, la loro memoria è una sorgente ancora capace di alimentare le interazioni sociali e l’identità di un dato territorio.

Le Case dell’Acqua sorgono un po’ ovunque, in piazze e parchi pubblici, con l’obiettivo di incentivare risparmio idrico, qualità dell’acqua e rispetto per l’ambiente. Se con la memoria dei luoghi facessimo la stessa cosa?Insieme a Memoreto andiamo a trovare gli spazi abbandonati come se fossero dei vecchi zii a cui dedicare tempo e un po’ di compagnia.Se l’edificio “ricorda ancora il linguaggio aziendale”, proviamo a farlo parlare: Chi ti ha abitato? Quali competenze, quali “soft skill”, hai maturato negli anni di attività?

Poi costruiamo micro musei interattivi usando vecchi distributori automatici (di acqua, biglie o materiali di recupero) per erogare storie simboliche: piccole narrazioni che “dissetano l’immaginazione” e danno ossigeno al futuro.

Poi costruiamo micro musei interattivi usando vecchi distributori automatici (di acqua, biglie o materiali di recupero) per erogare storie simboliche: piccole narrazioni che “dissetano l’immaginazione” e danno ossigeno al futuro.


FORMAT 03 / SCRITTURE DA ABITARE

Scopri il territorio attraverso la narrazione. Camminando, osservando e ascoltando, ogni paesaggio svela la propria voce: tracce del passato, forme, colori e suoni diventano stimoli per racconti individuali e collettivi, pronti a prendere forma in esperienze teatrali, visive o multimediali. Un percorso per chi vuole abitare il territorio con occhi nuovi, valorizzando la cultura locale, l’artigianato, la memoria dei luoghi e le emozioni che li attraversano.

Un percorso per chi vuole abitare il territorio con occhi nuovi, valorizzando la cultura locale, l’artigianato, la memoria dei luoghi e le emozioni che li attraversano. Un’esperienza immersiva che si articola in due momenti distinti:

Il paesaggio polifonico – un’esperienza collettiva in cui le storie dei luoghi si intrecciano, dando vita a narrazioni condivise e aperte a sviluppi teatrali, visivi o multimediali.

Il paesaggio mi parla – un percorso individuale per osservare, ascoltare e trasformare il territorio in racconti personali.


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