teatro

Campiglia Marittima / foto tratta dall’archivio familiare di Laura Casati

Il teatro dovrebbe essere solo un incontro fra esseri umani, tutto il resto serve soltanto a confondere.

Ingmar Bergman

Il teatro per Memoreto è un incontro autentico tra esseri umani, un luogo dove ascolto, memoria e narrazione si intrecciano per dare voce a storie invisibili.
Qui raccontiamo storie semplici e profonde, nate dagli archivi familiari e aziendali, perché il teatro è una comunità che sceglie con cura le parole per dirsi e le trasforma in bene comune.

In questa pagina trovi alcuni dei nostri spettacoli e laboratori ispirati da materiali d’archivio e storie vere. Ogni progetto è una testimonianza della potenza del racconto per costruire comunità, riflettere sulla memoria e incoraggiare il cambiamento.


STORIA 01 / SEI NEI MIEI PIEDI

Memoria e coraggio dalle Madres de Plaza de Mayo
Partendo dagli archivi dell’Asociación Madres de Plaza de Mayo e da interviste sul campo in diverse città dell’Argentina, questo spettacolo racconta la forza straordinaria delle donne che hanno sfidato la dittatura militare (1976-1983) trasformando il dolore e l’ingiustizia in denuncia e speranza.
L’opera mette in luce come la memoria collettiva e la creatività possano diventare strumenti di resistenza e cambiamento.
Il copione completo è disponibile su richiesta.

Ogni volta che vedo un’impronta d’acqua sul cemento

di fango sul pavimento

di peso sulla sabbia

penso che tu sei qui, cioè sei lì, sei nei miei piedi.

Lila, sorella di un desaparecido.

Se le Madri e le Nonne dei desaparecidos avessero celato il loro dolore e cercato giustizia solo per sé, oggi conosceremmo poco dei crimini della Giunta Militare argentina (1976-1983). Militari e delatori le chiamarono “pazze”, ma la loro forza trasformò ingiustizie in denuncia, restrizioni in libertà, dolore in memoria.

Due amiche, entrambe sorelle di giovani desaparecidos, si confrontano con il peso della memoria e l’eredità della dittatura. Una la sacralizza, l’altra la rimuove. Grazie all’esempio e al sostegno delle Abuelas de Plaza de Mayo, sceglieranno l’azione alla commiserazione, riannodando i fili delle storei e degli affetti strappati dalla dittatura.
Ascolta l’intervista! Un percorso di ricerca e creazione sul potere della memoria e della narrazione come strumenti di resistenza e trasformazione.


STORIA 02 / SUL BASTIMENTO PER SHANGHAI

Il diario di viaggio di Giuseppina Croci e la memoria della delocalizzazione produttiva
Giuseppina Croci nasce a Castano Primo e nel 1890, a 27 anni, parte per Shanghai a bordo di un bastimento a vela tedesco. In quegli anni la malattia dei bachi da seta metteva in ginocchio l’industria tessile lombarda, costringendo molte filande a spostarsi in Cina. Il suo diario di viaggio, arricchito da fotografie di famiglia e studi storici, racconta la vita di una donna coraggiosa che affronta da sola un mondo nuovo con curiosità e determinazione.
Questo progetto teatrale, nato da manoscritti e documenti originali dell’Archivio Diaristico Nazionale e realizzato con il sostegno di MiTiCi Parco dei Talenti Creativi e Fondazione Ticino Olona, intreccia teatro, mostra fotografica e laboratorio didattico, portando alla luce una storia di migrazione, lavoro e autodeterminazione femminile, spesso dimenticata.

Questa gente non erano tanto neri come quelli di Porto Said e di Colombo; questi hanno la pelle come il caffè chiaro, perché questi non si chiamano Indiani ma bensì Giapponesi o Chinesi. Io non faccio altro che rimirare gente e anche loro ci guardano da cima a fondo, di più rimirano i piedi perché sono grandi.

Giuseppina Bertani, detta “la Chinesa”

C’è chi viaggia per svago, chi per curiosità, chi per necessità. Chi viaggia per necessità è chiamato migrante. Nell’Ottocento, migrare era sinonimo di futuro e migrante un sostantivo che evocava coraggio.

Di coraggio Giuseppina Croci ne aveva da vendere. Nata e cresciuta a Castano Primo, nel 1890, a ventisette anni, si imbarca da sola su un bastimento a vela tedesco diretto a Shanghai, spinta dalla crisi delle filande lombarde causata dalla malattia dei bachi da seta. Fame o partire? Giuseppina non ha dubbi.

Tornerà in patria cinque anni più tardi, con trentamila lire in tasca, due nuove lingue e tante favole cinesi da scrivere in bella calligrafia. Scrivere le è sempre piaciuto: nel 1881 annotava già i danni di una siccità eccezionale che aveva sconvolto il Castanese e i riti di penitenza celebrati dai contadini per ottenere la grazia della pioggia tanto attesa.

A vès la prima de vundes fredei, avégh un quadernet tütt per mi a l’è cumpagn d’avégh un castel.” (A essere la primogenita di undici fratelli, avere un quadernetto tutto per me è come avere un castello.)

Il diario del viaggio in Cina e le cronache della siccità sono confluiti in una drammaturgia originale arricchita dalla testimonianza della nipote Pierabruna Bertani e dagli scatti dell’archivio fotografico familiare. Il progetto è vincitore del bando “MiTiCi” Parco dei Talenti Creativi, finanziato da Regione Lombardia: “Sicuramente una delle migliori proposte. Inoltre le persone che propongono il lavoro hanno una certa esperienza di teatro legato a tematiche storiche e civili. Ha una poetica chiara e ben delineata, sostenerle può essere un ottimo stimolo alla loro crescita professionale.”

Puoi scrivere a memoretolab@gmail.com se vuoi leggere l’intero copione.

La Fondazione Archivio Diaristico Nazionale è a Pieve Santo Stefano (AR) e gestisce il Piccolo Museo del Diario in via Plinio Pellegrini, 1. La sala di lettura è in Piazza A. Fanfani, 14.  http://archiviodiari.org/index.php/home.html

La Fondazione Cinema d’Impresa ha sede nell’ex asilo Oilvetti, in Viale della Liberazione 4 a Ivrea. On line puoi visitare il suo bellissimo canale Youtube. https://www.youtube.com/c/cinemaimpresatv/featured


STORIA 03 / ROSAMENTA

Un giardino condiviso per raccontare diversità, solitudini e libertà
Drammaturgia nata dall’analisi di podcast, interviste e fotografie raccolte nell’archivio online dell’associazione Il Grande Colibrì. La storia segue Amal e Khalil, una giovane coppia di fede islamica, e Marta, la loro vicina di casa, impegnata nel sogno di un giardino comunitario nel quartiere San Siro a Milano.
Attraverso il dialogo tra i personaggi, il giardino condiviso diventa uno spazio vivo e simbolico: un’occasione per conoscersi, scoprirsi, rivelarsi e vivere le proprie relazioni affettive senza pregiudizi, sperimentando liberamente l’emancipazione, la sessualità e l’amore al di là delle etichette sociali.

Amal: com’è bella questa rosa. Rosa e menta.Racconta mia madre che profumano così i giardini in Egitto, anche quello della casa dove sono nata io. Mio padre dice che a primavera anche le piazze profumano di rosa e di menta.

Khalil: Di quale Egitto parli? Le piazze che conosco io profumano di lacrimogeni e sangue. Taci! Che cosa ne sai tu dell’Egitto e della sua Primavera?

Amal e Khalil, giovani sposi di fede islamica, si trasferiscono in un caseggiato dove Marta sogna un giardino condiviso per sfuggire alla solitudine. L’inquilina del secondo piano li giudica subito: Khalil è un marito ignorante e misogino, Amal una casalinga sottomessa. Ma è davvero così? Ai fiori spetta svelare la verità.

Il giardino diventa a volte rifugio, a volte arena, dove le maschere cadono e i tre inquilini, ciascuno con il proprio dolore legato all’omosessualità, si scoprono uniti dal desiderio di vivere l’amore e la sessualità liberamente, sfidando etichette e pregiudizi.

Leggi il testo completo di ROSAMENTA cliccando sul pulsante qui sotto.
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Quando non vivono sulla scena, i testi teatrali non amano stare da soli. Rosamenta abita in compagnia di molti bei testi nella biblioteca virtuale di Teatro I. Clicca sul link e buona lettura! https://www.teatroi.org/biblioteca-virtuale/

Il Premio Internazionale Carlo Annoni è riservato a testi teatrali a tematica LGBT+ e sulle diversità nella sfera dell’amore, della società, della politica e della cultura. Il bando di partecipazione è annuale e scade sempre il 30 aprile. Buona scrittura! https://premiocarloannoni.eu/


STORIA 04 / RADIO CRASH

Bullismo, emozioni e ascolto , dalla scrittura alla messa in scena
Nel 2025 Memoreto ha guidato un percorso teatrale di sensibilizzazione sul bullismo e i diritti degli adolescenti con le classi terze della scuola secondaria di primo grado. Dalle prime improvvisazioni teatrali alla messa in scena, passando per la scrittura collettiva, il registro di classe è stato trattato come un archivio vivo, accanto alle storie raccolte dall’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile e ai podcast di Radioimmaginaria.

La classe 3C della Scuola “Anna Frank” di Dairago, ha scelto di unire l’Iliade — riconoscendo in Omero il “massimo esperto d’ira” — alle storie d’archivio. È nato così Radio Crash, un testo corale ambientato in una radio scolastica minacciata di chiusura. Senza budget per esperti o testimonial, i ragazzi decidono di dedicare l’ultima puntata al bullismo, con un’intervista impossibile a Omero e un microfono aperto per raccontare in prima persona le proprie esperienze.

Tra canzoni, voci fuori campo e interviste immaginarie, Radio Crash diventa il luogo dove i ragazzi si confrontano senza filtri, trasformando la rabbia in consapevolezza e il dolore in possibilità di cambiamento.

Leggi il testo completo di RADIO CRASH: linhttps://docs.google.com/document/d/11az1Ojcg926cRE8CBMrkBz99qDnd0y3HSJxWpkksmLA/edit?usp=sharing o richiedi un laboratorio scrivendo a memoretolab@gmail.com.