Sono una narratrice civia.
Cammino, ascolto, raccolgo e restituisco storie che animano persone, luoghi, organizzazioni e imprese.
Collaboro con enti culturali, comunità, scuole e fondazioni per valorizzare memorie collettive, raccontare trasformazioni sociali e liberare il potenziale narrativo dei territori.
Credo che le storie possano prendersi cura delle persone e dei territori e diventare un seme fertile di cambiamento.
Mi chiamo Laura. Sono un’artigiana del teatro e ho fondato Memoreto.
Amo i gatti e le api, il cioccolato fondente, l’odore di cera d’ambra e d’inchiostro degli archivi storici e dei piccoli musei. Colleziono quaderni con la copertina di carta colorata e li riempio di parole. Scrivere è il mio modo per abitare il mondo con stupore e meraviglia.
Agisco come facilitatrice culturale e custode di memorie: aiuto persone e comunità a far emergere le proprie identità e le proprie tradizioni, trasformandole in narrazioni vive che nutrono il presente e aprono orizzonti inediti sul futuro.

” Milano, 1 febbraio 1978. Che giornataccia! Tutto il giorno a bistrattarmi per farmi uscire. Alla fine ho dovuto cedere e mi sono decisa. C’era troppa gente ad aspettarmi con ansia insieme alla mamma e al papà in clinica Mangiagalli. Sono nata alle ore diciannove e venti, sotto il segno dell’Acquario, nell’anno cinese del Cavallo e la Carla ha subito letto i tarocchi per me. Ho la faccia tonda, tanti capelli castani e gli occhi grandi. Mi chiamo Laura Francesca Maria Casati e sono felice di essere al mondo!”
Scriveva mia madre, la sera della mia nascita, in un diario dalla copertina blu.
Porto il nome delle mie bisnonne, che mi hanno trasmesso indipendenza, attivismo e passione per l’arte: le radici del mio lavoro.
Sono cresciuta a Lentate sul Seveso, in una casa piena di cugini, gatti e libri. Dopo il liceo classico a Milano e gli studi in Lettere, mi sono diplomata in regia alla Paolo Grassi nel 2005.
Ho esplorato il legame tra antropologia e drammaturgia contemporanea insieme alla mia compagnia teatrale Malabòbora e abitato il coworking artistico Spazio A3, esperienza di riuso presso l’ex cartiera di Villasanta (MB).
Ho approfondito il legame tra creatività e organizzazione nel Master BAO, un percorso in antropologia organizzativa che mi ha aiutato a osservare le relazioni umane e i contesti sociali come tessiture vive, valorizzando punti di vista diversi e promuovendo pratiche orientate al bene comune.

Cammino spesso e camminando ascolto.
Amo i bivi da imboccare con l’intuito e i cambi di direzione da seguire con fiducia.
Credo nel potere trasformativo delle parole e nel valore delle storie, soprattutto se condivise. Mi muovo tra archivi, scuole, musei, territori e comunità, costruendo ponti tra passato e futuro attraverso la scrittura, il teatro e la narrazione.
Sono grata a chi mi ha insegnato a guardare e raccontare: alle nonne e ai nonni per i dialetti, le filastrocche e le ninna nanne; ai miei genitori per le fiabe, i viaggi e i fumetti, ai cantastorie, ai maestri di sguardo e di parola, agli artisti, ai territori generosi.
Grazie a te per il tempo che hai dedicato a leggere queste righe.
Se vuoi scoprire di più sul mio percorso professionale: