SMO / SAN PIETRO AL NATISONE

Slovensko Multimedialno Okno: un museo di paesaggi e narrazioni

San Pieri dai Sclavons in friulano. San Pietro degli Slavi è il suo toponimo storico in lingua italiana. Špeter Slovenov in sloveno, Špiètar nel dialetto della vallata locale. San Pietro al Natisone è un piccolo comune della provincia di Udine e si estende lungo il fiume omonimo, dal fondovalle fino alle pendici del monte Matajur. Lo attraversano la Strada Statale 54 del Friuli e l’estremo tratto orientale del Sentiero Italia, vie di comunicazione che segnano il confine con la Slovenia.

In queste terre il confine è una linea che corre dalla cima del Mangart, nelle Alpi Giulie, fino al golfo di Trieste; è bilinguismo; è Mediterraneo, Balcani e Mitteleuropa che si mescolano in cucina, nella musica popolare e nelle facciate degli edifici; è stato suolo conteso a passo di mulo e a colpi di baionette e mortai.

“Meja” installazione tridimensionale che narra la storia del confine orientale d’Italia dal IV secolo ai giorni nostri. Foto di L. Casati

Confine è la parola chiave scelta dallo SMO / Slovensko Multimedialno Okno, museo interattivo di paesaggi e narrazioni, dedicato al bilinguismo italiano -sloveno e ai paesaggi culturali delle province di Udine, Gorizia e Trieste. Non più museo di collezioni, ma museo di narrazioni: un luogo accogliente e dinamico, che i visitatori di ogni età possono abitare a proprio piacere.

Le storie, le memorie e i paesaggi, declinati in otto installazioni multimediali, sono i protagonisti assoluti di questo piccolo, prezioso museo:

  • Atlas è una mappa interattiva georeferenziata “da parete”, navigabile con un touchscreen. L’atlante toponomastico localizza luoghi e nomi e ne racconta storia e morfologia;
  • Biblioteca parlante raccoglie la versione cartacea e quella audio dei libri più significativi della letteratura di confine e usa il video per connette autori e lettori;
  • Cartoline sonore è una installazione che combina la proiezione di un’immagine piuttosto statica con un panorama sonoro dinamico e permette di conoscere i luoghi attraverso il senso dell’udito;
  • Memorie della voce raccoglie in uno scrigno alcuni oggetti d’uso quotidiano o legati alle festività. Toccandoli si attiva un racconto a più voci e in diversi dialetti che li ha per protagonisti.
  • Meja è una grande installazione tridimensionale che mostra la trasformazione del confine orientale d’Italia dal IV secolo fino ad oggi;
  • Paesaggi culturali è una video installazione a tre schermi che racconta parole e gesti dei sette paesaggi che caratterizzano il Friuli bilingue, da Tarvisio a Trieste.
  • Paesaggi musicali è una installazione interattiva simile a una vecchia radio a valvole che permette di scoprire canti, danze e musiche tradizionali, dalle Alpi Giulie fino al mare.
  • Storia illustrata utilizza il video insieme ai linguaggi del live painting e della graphic novel per raccontare episodi di storia locale.

L’aggettivo multimediale non deve trarre in inganno il visitatore. Smo, in sloveno, è la prima persona plurale del verbo essere e significa noi siamo. Lo SMO non è un luogo dove tecnologia e realtà virtuale occupano la scena, ma è il luogo delle storie e delle persone; un po’ falò, un po’ piazza, un po’ scuola e un po’ casa: studiosi, scolaresche, turisti e residenti lo abitano insieme.

Il museo risponde alle domande: chi siamo, dove siamo, come siamo. E lo fa attraverso registrazioni e filmati che parlano del passato e del presente, delle tradizioni, dell’arte contemporanea, dalla vita quotidiana, dei rapporti umani, dei confini che sorgono e spariscono, della lingua che separa e unisce.

Lo SMO usa il passato per costruire un museo del futuro: un luogo dove diversi media cooperano per conservare ed esplorare attivamente diverse forme di conoscenza, rese fertili dall’esperienza condivisa e della relazione umana.

SMO si trova a San Pietro al Natisone in Via Alpe Adria 73; è cofinanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Slovenia – Italia 2007-2013 dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e da fondi nazionali. Il progetto è dell’architetto Donatella Ruttar, creatrice insieme a Moreno Morelli del laboratorio artistico e paesologico “Stazione di Topolò – Postaja Topolove” e fondatrice del centro di ricerca Okno – Finestra sul mondo slavo con sede a Tribil Superiore, nel comune di Stregna (UD).

https://www.mismotu.it/mi-smo-tu/smo/

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